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Nino Salemme eletto Consigliere Nazionale Unicom

Nino Salemme Nino Salemme è stato eletto in data 12 febbraio Consigliere Nazionale Unicom (Unione Nazionale Imprese di Comunicazione ) e referente per la Campania.

D. Un incarico importante. Tra le iniziative presenti nel programma di mandato per il biennio 2009-2011 c’è quella di organizzare un evento a Napoli per la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale?

R. Si ma non solo, il mio impegno sarà di contribuire a 360 ° a sviluppare un mercato che ha grandi potenzialità se giustamente sollecitato e formato. Ciò a beneficio non solo delle imprese stesse, mission del nostro operato, ma anche a beneficio delle agenzie meridionali associate Unicom che scontano la difficoltà di avere interlocutori non particolarmente sensibili alle attività di comunicazione strategica. Bisogna che le aziende concepiscano la nostra professionalità all’interno di un’area di necessità e non di un’area di interesse perché solo se considerati necessari possiamo affermare un metodo e una programmazione.

D. Su quali settori della comunicazione è giusto puntare nel Meridione?

R. Bisogna assolutamente cercare di sviluppare alcune aree consulenziali ed operative fino ad ora poco espresse seppur altamente strategiche. Mi riferisco alla pianificazione dei mezzi, alle media relations, alle attività promozionali, tutti settori molto sviluppati al Nord ma che nel Meridione stentano ad emergere con professionalità e competenze, eppure canali fondamentali di interlocuzione con gli opinion leader e il target di riferimento.

D. Gli obiettivi futuri ma soprattutto quelli su cui spingere?

R. Obiettivo principale e quello di infondere nelle istituzioni il dovere civico di realizzare una corretta comunicazione nell’ambito del sociale e del pubblico, a beneficio in questo caso di tutta la collettività che ha il diritto di essere informata in modo corretto. Non ho paura nell’affermare che purtroppo le logiche della comunicazione pubblica, nel nostro territorio spesso non seguono nessun criterio di merito né di qualità ma sono basate su logiche clientelistiche e su una rete hobbistica non virtuosa dove, la trasparenza nell’assegnazione dei lavori e talmente trasparente che non si riesce a percepire.